Allergie e intolleranze alimentari: sono in aumento? – Food allergies and intolerances: are they increasing?

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Più ci guardiamo attorno e più abbiamo l’impressione che stia dilagando la sensibilità verso i più disparati alimenti. Aumentano i gruppi di supporto sui social network, le pubblicità di test allergologici di dubbia attendibilità e corsie di supermercati e negozi specializzati dedicate a prodotti in cui il “senza” diventa un must. Io sono intollerante al lattosio, il mio fidanzato è allergico a tutta la frutta e la verdura e il mio cane pare essere celiaco. Allora mi viene spontaneo chiedermi: perché stanno aumentando esponenzialmente allergie e intolleranze?

Intolleranze tests

Le ultime ricerche mostrano che i tassi di allergia stanno aumentando in tutto il mondo, coinvolgendo fino il 30-35% delle persone in diversi momenti della loro vita. (Qui una mappa delle popolazioni che soffrono maggiormente di intolleranza al lattosio). Questa tendenza inizialmente è stata osservata solo in Europa e Stati uniti, ma ora si estende a tutti gli stati che vivono uno sviluppo industriale. Nel Regno Unito è stato stimato che più del 50% dei bambini ha ricevuto una diagnosi di intolleranza o allergia alimentare. Ma iniziamo a definire le due cose, perché hanno caratteristiche (e conseguenze) ben distinte.

L’allergia è causata da una reazione del sistema immunitario a sostanze normalmente non nocive, come il polline, alcuni cibi o gli acari della polvere. Il corpo identifica queste sostanze come dannose e per questo reagisce in modo esagerato di fronte al loro assorbimento. L’intolleranza, invece, si definisce come malassorbimento di una determinata sostanza e non coinvolge il sistema immunitario, quindi prevede delle reazioni diverse, molto più soggettive. (Qui un piccolo dizionario, per saperne di più sull’intolleranza al lattosio).

Non esiste ancora una risposta definitiva sulle motivazioni di questa crescita imponente di allergici e intolleranti, ma i ricercatori hanno identificato quali fattori possono contribuire a questo grande cambiamento nella vita di tutti noi:

L’ipotesi igienica

L’ipotesi oggi più appoggiata e studiata suggerisce che, per funzionare correttamente, il sistema immunitario ha bisogno di entrare in contatto con un’ampia varietà di microrganismi e batteri mentre si sta sviluppando nella fase infantile, per poter poi reagire in modo appropriato nel corso della vita. In fondo non si sbagliavano poi tanto i nostri nonni quando commentavano “Tutti anticorpi!” e ci rimettevano in bocca il ciuccio appena caduto a terra. Oggi, invece, viviamo in un ambiente in cui tutti i nostri detersivi contengono agenti antimicrobici e l’industria alimentare è più igienicamente controllata che mai. Mentre i bambini che vivono nelle fattorie sono sempre stati a diretto contatto con gli animali, e il loro ambiente contiene una varietà di microbi e derivati della natura, la maggior parte di noi oggi vive in città in cui abbiamo il minimo contatto con gli animali. È stato dimostrato che i bambini che godono di un contatto regolare con gli animali della fattoria hanno più basse probabilità di sviluppare allergie. Infatti, un’esposizione inadeguata ai microrganismi ambientali può dar luogo ad una tendenza del sistema immunitario verso l’allergia.

Intolleranze

Negli ultimi 100 anni i vaccini e gli antibiotici hanno cambiato radicalmente le nostre vite e debellato molte infezioni che prima erano causa di morte per grandi numeri di popolazione. L’uso continuo delle vaccinazioni è essenziale a proteggere la salute dei nostri bambini e delle intere nazioni e sradicare virus letali è la vera priorità. Purtroppo però, il costo di questo potrebbe essere la riduzione dei fattori pericolosi per il sistema immunitario, che sfocia in forti reazioni contro nuovi agenti infetti, un tempo considerati innocui. È chiaro che se il nostro sistema immunitario non deve più difenderci dalla tubercolosi, può iniziare a considerare pericoloso il lattosio, o il nichel. Questo può essere uno dei fattori per cui il sistema immunitario di molte persone sta reagendo agli allergeni.

 Siamo quello che mangiamo?

Un’altra interessante teoria suppone che la dieta occidentale ha reso le persone più suscettibili a sviluppare allergie e intolleranze. Per esempio uno studio ha paragonato i batteri di 15 bambini di Firenze con i batteri di 14 coetanei in un villaggio rurale africano in Burkina Faso. I dati ottenuti hanno dimostrato che la varietà della flora batterica in questi due gruppi era notevolmente diversa. I bambini del villaggio africano vivono in una comunità che produce il suo proprio cibo, per gli autori dello studio questo stile di vita è più vicino a come gli esseri umani si nutrivano 10.000 anni fa. La loro dieta è innanzitutto più vegetariana. Al contrario la dieta locale di bambini europei contiene più zuccheri, grassi animali e cibi ricchi di calorie. Gli autori dello studio dicono che questi fattori danno come risultato una minore biodiversità degli organismi trovati nell’intestino dei bambini europei. Un’inferiore ricchezza di batteri in tali soggetti potrebbe avere qualcosa a che fare con l’aumento delle allergie nelle società industrializzate, secondo il dottore Paolo Lionetti del Dipartimento di pediatria dell’ospedale per bambini all’Università di Firenze.

Intolleranze

 Dalla nascita allo svezzamento

Pare si possa trarre uno spunto di riflessione sulla nostra predisposizione ad allergie e intolleranze alimentari anche dall’aumento delle nascite con il parto cesareo. È sempre più chiaro negli specialisti che un bambino nato con il cesareo non acquisisce i batteri gastrointestinali della madre, scambio che avviene solo durante il parto naturale. I bambini nati con il cesareo sembrano quindi essere a più alto rischio perché non ereditano dalla madre una vera e propria armatura, molto importante nella prevenzione dello sviluppo delle allergie alimentari.

Intolleranze

Ma la grande influenza delle scelte che vengono prese nei primi anni della nostra vita non si ferma qui. Pare, infatti, che anche lo svezzamento eserciti un ruolo essenziale nella nostra futura sensibilità alimentare. Fino ad oggi si è sempre cercato di evitare il contatto con i cibi più allergizzanti (frutta a guscio e crostacei, per esempio) ai bambini più piccoli, invece attualmente si registra un’inversione di rotta. Uno studio del 2008, spesso citato dagli esperti, paragona l’allergia alle arachidi tra i bambini ebrei che vivono in Israele e quelli che vivono nel Regno Unito. I risultati della ricerca non lasciano dubbi: l’allergia alle arachidi risulta molto più comune tra i bambini inglesi che tra quelli israeliani. Questo è facilmente associabile al fatto che il 69% dei bambini israeliani ha ricevuto le arachidi entro i nove mesi di età, percentuale che raggiunge solo il 10% per i bambini inglesi. Sicuramente altri fattori possono aver influenzato i dati riguardanti le allergie di questi due gruppi di bambini, ma questi risultati stanno facendo riflettere molti allergologi e pediatri, che desiderano approfondire la questione. La nostra speranza è che la comprensione del fenomeno aumenti negli anni a venire, offrendo nuove potenziali strategie attraverso cui prevenire le allergie.

Intolleranze

L’unico consiglio che possiamo seguire, per ora, è quello di affidarci a professionisti altamente qualificati e aggiornati (perché, come si capisce chiaramente dalle ipotesi qui sopra, il fenomeno è in continua evoluzione e bisogna stare al passo per comprenderlo a pieno), senza cadere in autodiagnosi né in psicosi.

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The more we look around, the more we get the impression a hostile reaction to many different foods is spreading. Supporting groups on social networks as well as allergy tests commercials are constantly popping up and supermarkets shelves are full of products where the label “free” is becoming a must. I’m lactose intolerant, my boyfriend is allergic to all fruit and vegetables varieties and my dog appears to be celiac. So a spontaneous question comes to my mind: why are allergies and intolerances increasing so quickly?

Intolleranze

Recent researches show that the allergy rates are increasing all over the world, touching up to 30-35% people in different moments of their lives. (Here a map of peoples suffering mainly of lactose intolerance). At the beginning this tendency has been observed just in Europe and United States, but it’s now extending also to all the Nations experiencing an industrial development. In the United Kingdom it has been evaluated that more than the 50% of the children has been diagnosed with a kind of food allergy or intolerance. But let’s start defining them clearly, because they have really different features and consequences.

Allergy is an immune system reaction to usually harmless compounds, like pollen, foods or dust. Our body identifies them as dangerous for health and for this reason it starts reacting in an exaggerate way to their assumption.

Intolerance, instead, is defined as inability to assimilate a specific substance and it doesn’t involve the immune system, therefore the reactions are really different and usually more subjective. (Here a small dictionary, to learn something new about lactose intolerance).

There is still no answer about the reasons of this massive growth of people suffering of allergies or intolerances, but scholars have identified which factors can contribute to this huge change in lifestyle:

Hygienic hypothesis

The most shared and studied hypothesis suggests that a properly working immune system needs to get in contact with a broad variety of microorganisms and bacteria, especially during its development during the infantile phase of life, to be able to react properly during the whole life.

Intolleranza

Nowadays we are used to living in an extremely clean environment, due to the antimicrobial detergents surrounding all of us and to a food industry more hygienically controlled than ever. While farm kids have always been in contact with every kind of animals and natural environments full of many microbes varieties, at present most of us live in cities were the contact with animals is minimized. It has been proved that children who regularly benefit spending time with farm animals have lower chances to develop any kind of allergy. In fact an inadequate exposition to environment microorganisms can lead to an immune system attitude towards allergies.

Intolleranze

In the last 100 years vaccines and antibiotics radically changed our lifestyles, destroying many infections that used to lead a high percentage of people to death. Vaccines are essential in protecting our children and entire nations and our priority has to be the removal of deadly virus. Unfortunately the side effect of this could be the reduction of dangerous factors for the immune system as well and this leads to strong reactions to new harmful agents, once completely harmless. It’s obvious that if our immune system doesn’t need to protect us from tuberculosis anymore, it’s possible for it to start dealing with lactose or gluten as if they were dangerous. That can be a reason why many people’s immune system is starting to react against what we now call allergens.

Are we what we eat?

Another interesting theory assumes that occidental diet made consumers more sensitive to allergies and intolerances development. For example a study compared the bacteria of 15 Florentine children with the bacteria of same-age children living in a rural African village in Burkina Faso. Gathered data highlight a wide variation in bacteria diversity. Children from the African village live in a community that provides its own food and according to the scholars this lifestyle is closer to how humans used to feed themselves 10000 years ago. Their diet is actually more vegetarian, on the contrary European children diet contains more sugars, animal fats and caloric foods. According to the authors the outcome of this factors is a low biodiversity of the organisms found in the European children intestine. And a poor variety of bacteria in these subjects can have something to do with the growth of allergies and intolerances in industrial societies, according to doctor Paolo Lionetti of Pediatrics in the children hospital at Florence University.

From birth to weaning

It seems useful to take in consideration the link between the predisposition to allergies and intolerances and the increasing of C-sections. It’s everyday clearer in specialists’ minds that kids born with a C-section surgery don’t inherit gastrointestinal bacteria from the mother. This exchange happens just during natural childbirth. So children born with a C-section seem to be at higher risk because come to life without suit of armor, very important in preventing the development of food allergies.

Intolleranze

But the big influence of the choices taken during the first months of our lives has more details. It is possible, for instance, that weaning plays an essential role in our future food sensitivity. Until now we have always been trying to avoid foods known to cause allergic reactions in younger babies’ diets, but nowadays there’s a changing tendency. A study conducted in 2008, often quoted by experts, compares peanuts allergy among Jewish kids living in Israel to the ones living in the UK. The results of the research leave no doubts: peanuts allergy results much more common among English kids than among Israelis. This is easily associated to the fact that 69% of Israeli kids consumed peanuts within the ninth month of life, percentage reaching just the 10% among English kids. For sure other factors could have influenced the data regarding the allergies of these two groups, but these results are making many paediatrics and allergy experts wonder and go in depth in the issue. Our hope is that the awareness and understanding of this phenomenon will increase in the upcoming years, in order to offer new strategies to prevent food allergies and intolerances insurgence.

Intolleranze

The only suggestion we can follow at the moment is to trust highly qualified and updated professionals – since it is clear from the mentioned hypothesis that the issue keeps evolving and we have to keep the pace to understand it completely, without falling into auto-diagnosis or psychosis.

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